Caproni Vizzola C-22J

Realizzato su iniziativa privata come addestratore a basso costo d'acquisto e d'esercizio, il Calif C.22J fu l'ultimo aereo nato sotto il nome Caproni e derivava strettamente dall'aliante a getto Calif A.21J.

Nel suo progetto gli ingegneri Carlo Ferrarin e Livio Sonzio avevano profuso i risultati dell'esperienza fatta con una famiglia di alianti ad alte prestazioni nata con l'Aviamilano, A-I e proseguita attraverso il biposto della Caproni Vizzola Calif A- 21, che nel 1972 conquistò numerosi primati mondiali. Tre Calif A-21 furono completati con motore Microturbo da 110 kg di spinta e dimostrati ai saloni aeronautici internazionali. Nel 1976 uno fu acquistato dall'americana Lockheed per esperimenti di flusso laminare e comandi di volo a fibre ottiche.

Poco dopo venne dunque lanciato il programma C-22J, un addestratore leggero contraddistinto da una grande semplicità in ogni sua parte. L’ ala era in metallo, a corda costante, con flap, alettoni e diruttori/aerofreni, anch'essi interamente in alluminio. L'abitacolo, che contribuisce alla portanza, ha struttura portante in alluminio e guscio in vetroresina, mentre il trave di coda e gli impennaggi sono in alluminio Nella parte posteriore erano installati i due motori TRS-18-1 da 148 kg di spinta, alimentati mediante un'unica presa d’ aria dorsale. Il carrello triciclo anteriore era retrattile elettricamente. Per l'addestramento al tiro o un limitato ruolo tattico poteva portare una varietà di carichi agganciati a due o quattro piloni standard subalari.

Collaudato il 21 luglio 1980, il primo C-22J fu presentato staticamente al salone di Parigi del 1981 ed in volo a  quello di Farnborough nel 1984, dove fu pilotato da Col. Paolo Barberis, già comandante delle Frecce Tricolori. L'aereo ebbe successivamente le ali accorciate e dotate di serbatoi d'estremità. Nel corso del programma di prove fu sottoposto tra l'atro a carichi simulanti persino l'atterraggio su portaerei.

Proposto per la selezione al pilotaggio, l'addestramento basico e quello del personale in servizio presso enti non di volo, telerilevamento, aerofotogrammetria, pattugliamento ambientale, collegamento veloce, avrebbe potuto essere adattato anche quale velivolo teleguidato con lancio tramite catapulta con l'aiuto di un razzo ausiliario. Ne vennero purtroppo completati solo alcuni prototipi.

L'esemplare esposto è un simulacro ingegneristico. L'aereo è giunto in ottime condizioni generali e non ha subito alcun restauro. Nel Museo rappresenta la conclusione ideale della storia del gruppo Caproni.

Caratteristiche

Apertura alare 9,20 m
Lunghezza 6,26 m
Altezza 1,88 m
Motori 2 Microturbo TRS.18-1
Spinta unitaria 148 kg/s
Peso a vuoto 738 kg
Velocità massima 556 km/h

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