Nel 1945 l'ing. Amilcare Porro iniziò presso la Caproni Taliedo lo studio di un piccolo bimotore da collegamento e aero-taxi. L'aereo venne offerto all'Aeronautica Militare per l'addestramento al volo strumentale e alla Marina per collegamento.
Si trattava di un monoplano quadriposto bimotore di costruzione interamente metallica, con struttura a guscio e rivestimento lavorante. L'ala a pianta trapezoidale aveva struttura bilongherone ed era montata in posizione media. Gli impennaggi a sbalzo, anch'essi interamente metallici, erano bideriva per facilitare il controllo dell'aereo in caso di spinta asimmetrica. Il carrello triciclo era retrattile. I motori erano due Walter Minor 6-III da 160 cv, con eliche propulsive bipale metalliche, a giri costanti e passo variabile in volo.
La costruzione del prototipo iniziò a Taliedo nonostante la grave situazione della Caproni, che stava tentando una difficile ripresa produttiva. Motori, eliche, tubazioni idrauliche per completarlo furono donati da vari generosi fornitori. Le prove statiche iniziarono nel novembre 1948, ed il primo volo venne effettuato il 13 maggio 1949 da Tullio De Prato, ex capo collaudatore delle Reggiane durante la guerra. L'immatricolazione civile I-POLO ricordava i progettisti della macchina. Dopo un ciclo di prove militari a Roma, il Ca.193 tornò a Linate. Nei mesi successivi vengono proposte versioni a turboelica da scuola caccia, da pattugliamento con radar nel muso per la Marina, addirittura coloniale. Tutto questo rimase privo di sviluppi e il prototipo non fu seguito da alcun esemplare di serie, divenendo tra l'altro l'ultimo aereo costruito dalla Caproni di Milano. L'unico Ca.193 fu tuttavia acquistato dall'Aeronautica Militare nel marzo 1950 e, dopo un breve uso, fu infine rivenduto sul mercato civile nel luglio 1952. Terminò la sua carriera nel 1960 presso l'Aero Club di Trento, sull'aeroporto di Gardolo, da dove venne recuperato per il Museo Caproni.
Trasportato a Vizzola Ticino, vi rimase sino al trasferimento a Rovereto effettuato nel tardo 1988. Il restauro venne affrontato nel corso del 1991 , con problematiche legate al peso e all'ingombro dell'aereo: il Ca.193 fu l'apparecchio di maggiori dimensioni restaurato dalla Masterfly per il Museo Caproni. Venne inoltre deciso di ripristinare l 'aspetto originario in metallo lucidato, eliminando la vernice crema applicata a Trento, con enormi difficoltà di pulitura e protezione della superficie. Vennero infine ripristinati tutti gli interni. Le condizioni dell'apparecchio risultano tuttora molto buone. Nelle bacheche circostanti sono tra l'altro esposti alcuni dei modelli aerodinamici realizzati durante la fase di studio.
Caratteristiche
Apertura alare 13,80 m
Lunghezza 9,35 m
Altezza 2,49 m
Motori 2 W. Minor 6-III
Potenza 160 hp
Peso a vuoto 1.400 kg
Velocità massima 265 km/h