Caproni Ca.l00 idro

Destinato a grande diffusione ed immensa popolarità, il Ca. 100, universalmente noto come ”Caproncino”, non si affermò subito: dopo le prove del concorso per aereo da turismo del gennaio 1928 la commissione ne aveva infatti annunciata l'eliminazione.

Robusto e versatile, di facile pilotaggio e modesti consumi, il Caproncino riproponeva la formula del De Havilland DH. 60 Moth con fusoliera in legno rivestita in compensato, abbinandola alla caratteristica velatura Caproni, con l'ala superiore più piccola di quella inferiore. Sono documentate versioni anfibie, idrovolanti, cabinate, con sci, mono e biposto, con dorso rialzato ed estremità alari arrotondate e motori Colombo S.63, Isotta Fraschini Asso 80, Fiat A.50, DH Gipsy, Hermes, Walter in linea o radiali, Farina T. 58 e persino il motore automobilistico Alfa Romeo 6CA da 1750 cc.

I primi andarono a operatori privati e commerciali. Per sostenere l'affermazione, la ditta favorì l'impiego sportivo del Ca. 100: il 27 febbraio 1931 Domenico Antonini e Spartaco Trevisan portarono a 5.324 m il primato mondiale di quota per idro fino a 680 kg di peso. Nell'aprile il famoso scrittore e professore universitario Vittorio Beonio Brocchieri compì il raid Milano-Bagdad e ritorno, cui fece seguire in ottobre-novembre 18.000 km di volo fino al Sudan e ritorno. La serie si chiuse nel luglio-agosto 1934 con il Roma- Irkutsk- Roma di 17.000 km.

Nel marzo 1930 l'Aeronautica ne commissionò alla Caproni 24, cui fecero seguito lotti costruiti anche da Breda, CAB , CNA, Macchi, per un totale di 688 velivoli sino al 1938. Tale diffusione rese notissimo il Caproncino, la cui popolarità eclissò i velivoli similari. Un Ca.100 idro con motore A. 50 rese preziosi servigi alla 2ª crociera atlantica con sondaggi meteorologici e ricognizioni. Altri, modificati con l'installazione di un gancio furono impiegati per traino alianti. Per le esercitazioni di lancio potevano essere montati attacchi per piccole bombe.

Al 31 luglio 1943 la Regia Aeronautica ne aveva ancora 241. Dopo l'armistizio molti vennero requisiti dalle forze armate tedesche ed avviati alla demolizione. Alcuni restarono in uso ben oltre la seconda guerra mondiale: gli ultimi, impiegati dall'Aero Club di Como per la scuola idro, formarono allievi sino al 1968.

Oggi esistono cinque Ca. 100, di cui uno volante appartenente al dott. Giordano Gavazzi. Quello esposto fu costruito come terrestre dalla Caproni Aeronautica Bergamasca di Ponte San Pietro (Bergamo) con MM. 56237, effettuando il primo volo il 5 febbraio 1936. Prestò servizio con la RUNA di Sezze Romano (oggi Latina). Nell'aprile 1960 andò all'Aero Club di Como per la trasformazione in idro: fu usato sino all' 11 febbraio 1964 quando un incidente provocò la rottura del longherone inferiore destro. Nel 1970 fu donato al Museo che lo espose a Vizzola Ticino. Nell'ottobre 1990 fu trasferito a Rovereto per il restauro.

Caratteristiche

Apertura alare 10,00 m
Lunghezza 7,62 m
Altezza 3,04 m
Motore   Colombo S.63
Potenza 130 hp
Peso a vuoto 685 kg
Velocità massima 170 km/h

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