Fu uno dei più celebri aerei acrobatici degli anni Trenta ed equipaggiò le prime pattuglie acrobatiche italiane. Progettato dall'ing. Cesare Pallavicino, il Breda 19 fu portato in volo sul campo della ditta a Cinisello Balsamo (Milano) nel 1930 dall' ing. Ambrogio Colombo.
Di costruzione mista, aveva fusoliera in tubi d'acciaio saldati e cellula biplana in legno, con ali a profilo costante. Gli alettoni, interamente in legno come gli impennaggi, erano montati sulle sole semiali inferiori. Il carrello era fisso. Il prototipo aveva il timone di direzione alto e stretto, sostituito nella serie con uno più basso e largo. La produzione comprese 23 esemplari della versione normale e 18 Bis, di cui almeno tre biposto ed un unico Ba. 19ter, un biposto completato con motore Armstrong Siddeley Cheetah IIA da 260 cv e altre migliorie.
Quattro Breda 19 della prima serie, dotati di motore Walter Castor da 240 cv, costituirono il Nucleo di Alta Acrobazia di Bresso (Milano). Guidato dallo stesso Colombo, il Nucleo, che operava con immatricolazione civile, debuttò il 13 marzo 1932 alla manifestazione aerea internazionale di Tunisi e fu sciolto dopo quella di Berlino del 10 giugno 1932.
Il secondo lotto andò al 1° Stormo, che ne dotò la propria pattuglia acrobatica. Dall' arrivo del magg. Rino Corso Fougier quale comandante del 10° Gruppo, lo Stormo infatti aveva impiantato una solida tradizione acrobatica e proprio sui Breda 19 presentò nel corso della seconda "Giornata dell' Ala" (maggio 1932 ) una "pattuglia folle": il programma comprendeva tra l'altro looping rovesci e tonneaux in formazione. Il ten. Andrea Zotti fu inviato negli Stati Uniti dove partecipò dal 27 agosto al 5 settembre 1932 alle National Air Races. Nel gennaio 1933 il ten. Raffaele Colacicchi con l' l-ABCR portò il primato mondiale di volo rovescio a 41' 37" .
Con l'arrivo di Amedeo d' Aosta quale comandante, anche il 4° Stormo si dotò di una “Pattuglia d’ Alta acrobazia”, che nel 1934 partecipò alle giornate di propaganda aviatoria organizzate in varie città: l'8 luglio 1934 la manifestazione di Milano vide l'ultima esibizione di Breda 19 in pattuglia. Poi i biplani Breda continuarono a svolgere utilmente il ruolo di addestratori acrobatici, anche a favore di allievi stranieri, presso le scuole caccia di Aviano, Castiglion del Lago, Grottaglie, e presso quella dell' Accademia Aeronautica.
L'esemplare del Museo Caproni è l'unico esistente ed è frutto di un paziente restauro. Originariamente MM.70019, è esposto in volo rovescio nei colori dell' I-ABCT di Zotti.
Caratteristiche
Apertura alare 9,040 m
Lunghezza 6,60 m
Altezza 2,60 m
Motore Alfa Romeo Lynx
Potenza 200 hp
Peso a vuoto 735 kg
Velocità massima 205 km/h