Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni

Il ritorno in grande stile del Nieuport 10

Il velivolo è entrato a far parte delle collezioni del Museo Storico della Guerra di Rovereto nel 1922, quando dopo un incidente che ne aveva compromesso la capacità di volo, il proprietario Emilio Strafelini pensò di farne dono alla neonata istituzione.
Recentemente il Museo della Guerra di Rovereto con il contributo della Soprintendenza ai Beni storico-artistici di Trento ha sottoposto l’aereo ad un delicato restauro che ha permesso di apprezzarne lo straordinario valore storico e ne ha consentito il pieno recupero.
A restauro ultimato, il Museo G. Caproni - Aeronautica, scienza e innovazione ha ospitato l’aereo per presentarlo al pubblico, a conferma del suo operare a favore della conservazione del patrimonio storico e quale testimonianza di un’attiva e concreta collaborazione con altre istituzioni museali del territorio.  
Dopo la breve permanenza a Trento, dalla primavera 2006 l'aereo ritornerà a Rovereto nelle nuove sale del Museo Storico.
Il restauro è stato eseguito a Roma  Marco Gueli, con la consulenza storica di Gregory Alegi e la supervisione della Soprintendenza ai Beni storico-artistici di Trento.  Ad esso hanno collaborato numerosi esperti restauratori: Matteo Rossi Doria, Giancarlo Zanardo, Maurizio Longoni, l'Associazione Restauro Aeronautico, la sezione di Torino del Gruppo Amici Velivoli Storici, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano.

Scheda informativa

IL NIEUPORT 10, patrimonio del Museo della Guerra di Rovereto, è uno dei due esemplari esistenti al mondo e l'unico ad aver conservato la "livrea" mimetica originale.
Fu costruito dalla Nieuport-Macchi nel settembre 1918 con funzione di caccia addestratore.
Nel dopoguerra fu acquistato dal pilota Lutaldo Galetto, medaglia d'argento nella Grande Guerra, per conto del roveretano Emilio Strafelini, uomo dalla vita avventurosa e movimentata.
La carriera civile dell'aereo fu breve, interrotta bruscamente nel 1922 da un atterraggio poco felice che portò il Nieuport 10 contro un gelso e provocò la rottura di due semiali, dell'elica e del carrello.
Il Ni. 10 non fu riparato e venne donato al Museo della Guerra, che lo espose fino agli anni Ottanta; in seguito l’aereo fu ricoverato in magazzino dove è rimasto fino a prima del restauro.

Il restauro

Nel 2005 il Ni. 10 è stato restaurato per essere esposto in una delle sale del Castello.
I criteri seguiti nell'intervento hanno voluto conservare ogni parte originale, compresa l’elica e i pneumatici.
Durante le operazioni di pulizia, effettuate anche con tecniche mutuate dal restauro dei dipinti su tela, sono state rinvenute matricole che indicano la presenza di componenti tratte da altri esemplari di aereo.
Il biplano si presenta oggi come doveva essere in occasione del suo ultimo volo, con la fusoliera nella livrea di fabbrica Macchi, le ali in quella Elettroferroviarie ed il nome «Strafelini» sul "muso".

Scheda storico-tecnica

 

Dimensioni e caratteristiche