Il Macchi MC. 200 "Saetta"

La collezione aeronautica permanente si arricchisce di due fra i più noti aeroplani da caccia italiani della Seconda guerra mondiale: il Macchi MC. 200 “Saetta” e il Reggiane Re. 2005 “Sagittario”, che vanno ad aggiungersi ad altri velivoli dello stesso periodo già esposti al pubblico, come il famoso aerosilurante Savoia Marchetti S.M. 79 “Sparviero”.

Mqcchi MC. 200 Saetta

I frammenti del Macchi M.C. 200 "Saetta" del Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni e un manichino il cui equipaggiamento è quello di un pilota della Regia Aeronautica negli anni che vanno dal 1940 alla fine della Seconda guerra mondiale
| Foto per gentile concessione di: Varani Ennio |

Del Macchi MC. 200, il caccia più utilizzato dalla Regia Aeronautica fra il 1940 e il 1943, sono esposti, allo stato originale, un ampio tratto della parte anteriore della fusoliera, il troncone di coda (ad eccezione del timone di direzione) e il motore. La struttura di sostegno del motore è invece una riproduzione, realizzata a partire dal castello motore originale del Macchi MC. 200 attualmente esposto presso il National Museum of the US Air Force, di Dayton, in Ohio. Del tutto mancanti sono le ali, i carrelli anteriori e la sezione posteriore della fusoliera. Particolarmente interessante è la doppia colorazione del velivolo, tuttora ben visibile sui frammenti esposti, che testimonia e “svela” le differenti vicende storiche di cui il velivolo è stato protagonista.

Macchi MC. 200 Saetta particolare del motore

La propulsione del Macchi M.C. 200 era affidata ad un FIAT A.74 RC. 38:
motore radiale a 14 cilindri a doppia stella, raffreddato ad aria.
| Foto per gentile concessione di: Varani Ennio |

Lo strato inferiore, contraddistinto da una mimetica, probabilmente a tre toni, con le tipiche macchie a “uovo in camicia” (giallo mimetico e bruno mimetico su verde mimetico) e dalla caratteristica insegna dipinta della tigre ruggente, testimonia l’appartenenza di questo velivolo alla 86a Squadriglia del 54° Stormo da caccia della Regia Aeronautica, dal 1941 attivo fra la Sicilia, Malta e il Nord Africa. All’inizio del 1943, l’aeroplano passò alla 92a Squadriglia del 2° Stormo da caccia, e ricevette una nuova colorazione verde oliva che si sovrappose alla precedente. Solo la fortunata circostanza della conservazione di questa doppia colorazione consente oggi, in assenza delle marche originali dell’aereo, di ricostruire almeno per sommi capi la sua complessa storia.